Legge Bilancio 2019 - le misure per energia e ambiente

La Manovra 2019, entrata in vigore il 1° gennaio, prevede una serie di misure per l'ambiente e l'energia. Dagli incentivi per la prevenzione e riduzione dei rifiuti, soprattutto di plastica a quelli per gli impianti a biogas.

Legge Bilancio 2019: ecco cosa prevede la manovra

Misure per l'ambiente
La Manovra prevede innanzitutto l'estensione dei finanziamenti a tasso agevolato a valere sul cosiddetto Fondo Kyoto per l'efficientamento energetico degli edifici scolastici. Estensione che riguarda i soggetti pubblici competenti per edifici scolastici e universitari, adibiti a ospedali, policlinici, a servizi socio-sanitari e ad impianti sportivi, per la realizzazione di interventi di efficientamento e risparmio idrico.

La Legge di Bilancio introduce inoltre incentivi alle imprese per la prevenzione e riduzione dei rifiuti, soprattutto con riferimento a quelli di plastica.

Viene infatti previsto un credito d'imposta nella misura del 36% delle spese sostenute dalle imprese per l'acquisto di prodotti riciclati ottenuti da materiali provenienti dalla raccolta differenziata degli imballaggi in plastica nonché per l'acquisto di imballaggi biodegradabili e compostabili o derivati dalla raccolta differenziata della carta e dell'alluminio, nel limite di fruizione pari a 20mila euro per ciascun beneficiario e, complessivamente, a 1 milione di euro per ciascuno degli anni 2020 e 2021.

Vengono inoltre invitati i produttori ad adottare, su base volontaria e in via sperimentale dal 1° gennaio 2019 fino al 31 dicembre 2023, una serie di iniziative per la riduzione dei prodotti di plastica monouso. Allo stesso tempo ed è istituito un fondo da 100mila euro destinato a finanziare attività di studio e verifica tecnica e monitoraggio da parte dei competenti istituti di ricerca.

Manovra 2019: proroga ecobonus, bonus ristrutturazioni, mobili e verde

Misure per il settore energia In materia di energia, la Manovra autorizza innanzitutto la spesa di 25 milioni di euro per il 2019 e di 40 milioni per ciascuno degli anni dal 2020 al 2022 per potenziare ed accelerare il programma di riqualificazione energetica degli immobili della Pubblica amministrazione centrale.

Prorogato l'accesso agli incentivi previsti per l'energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili diverse dal fotovoltaico per gli impianti di biogas fino a 300 KW, realizzati da imprenditori agricoli, anche in forma consortile, alimentati con sottoprodotti provenienti da attività di allevamento e della gestione del verde.

E sempre a proposito di rinnovabili, la legge prevede infine che, ferma restando la natura giuridica di libera attività d'impresa dell'attività di produzione, importazione, esportazione, acquisto e vendita di energia elettrica, i proventi economici liberamente pattuiti dagli operatori del settore con gli Enti locali sul cui territorio insistono gli impianti alimentati da fonti rinnovabili restano acquisiti nei bilanci degli Enti locali, mantenendo tali accordi piena efficacia.

Dalla data di entrata in vigore della disposizione in esame, invece, fatta salva la libertà negoziale delle parti, gli accordi sono rivisti alla luce delle linee guida per l'autorizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili, di cui al decreto del ministero dello Sviluppo economico del 10 settembre 2010. Si dispone altresì che gli importi già erogati o da erogarsi in favore degli Enti locali concorrono alla formazione del reddito di impresa del titolare dell’impianto alimentato da fonti rinnovabili.